Gianluca Petrachi, intervenuto al premio Inside The Sport 2026 andato in scena a Coverciano, ha parlato del momento del Torino e delle difficoltà strutturali del calcio italiano.
Il dirigente granata ha innanzitutto fatto il punto sul proprio arrivo in stagione in corso: subentrare a lavori avviati, secondo Petrachi, non è mai semplice, ma l’orgoglio di rappresentare una società storica come il Torino rende tutto ancora più stimolante. Ha inoltre sottolineato l’importanza del prossimo anniversario dei 50 anni dall’ultimo scudetto granata, ricorrenza che il club si prepara a celebrare con grande rispetto per la propria tradizione.
Sul piano gestionale, Petrachi ha evidenziato la linea seguita dalla società: attenzione ai bilanci, sostenibilità economica e ricerca di giovani prospetti su cui costruire il futuro.
Il passaggio più duro è però arrivato parlando della crisi del calcio italiano. Per Petrachi la rinascita deve partire dai settori giovanili, troppo spesso trascurati. Il dirigente ha puntato il dito contro la scarsa valorizzazione economica degli allenatori delle giovanili, sostenendo che stipendi troppo bassi non permettono di formare adeguatamente i ragazzi.
Secondo Petrachi servono tecnici preparati, messi nelle condizioni di lavorare con continuità e strumenti adeguati. Solo così si può insegnare davvero calcio e accompagnare la crescita dei talenti.
Infine, critica netta anche al sistema del campionato Primavera: il peso delle retrocessioni, a suo avviso, crea pressioni inutili in un contesto che dovrebbe invece favorire apprendimento, errori e maturazione dei giovani calciatori.