Ci sono storie che nel calcio finiscono davvero. E altre che, anche dopo anni, continuano a riaffiorare sotto traccia. Quella tra Giampiero Ventura e il Torino appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Negli ultimi tempi la presenza dell’ex tecnico granata attorno al mondo Toro si è fatta sempre più frequente. Ventura è stato avvistato più volte al Filadelfia, seguendo da vicino allenamenti e momenti di vita quotidiana del club, spesso al fianco di Gianluca Petrachi ed Emiliano Moretti.
E non è un dettaglio casuale. Perché proprio Petrachi, tornato alla guida dell’area tecnica granata dopo l’esonero di Davide Vagnati, starebbe pensando di riportare Ventura all’interno della società con un ruolo dirigenziale o di consulenza tecnica.
D’altronde, il legame tra i due è storico. Petrachi e Ventura hanno condiviso gli anni più solidi e riconoscibili del Torino dell’era Cairo: la promozione in Serie A nel 2012, l’Europa League, la storica vittoria di Bilbao e il derby vinto dopo vent’anni.
Un ciclo costruito insieme, passo dopo passo. Petrachi sul mercato, Ventura in panchina: due figure diverse ma complementari, capaci di creare identità, valorizzare giocatori e restituire credibilità sportiva al Toro.
Ed è proprio quell’identità che oggi potrebbe spingere Petrachi a voler riabbracciare il suo vecchio allenatore. Non come tecnico, ma come uomo di calcio da inserire nell’ambiente granata, sfruttandone esperienza, conoscenza e peso umano all’interno dello spogliatoio e della società.
Ventura, dal canto suo, non ha mai nascosto il proprio affetto verso Torino. Nonostante la separazione del 2016, il rapporto con il mondo granata è sempre rimasto vivo. E anche la tifoseria, pur divisa su alcuni ricordi finali, continua ad associare il suo nome a uno dei periodi più competitivi e riconoscibili del Torino moderno.
Per ora non esistono ufficialità. Ma il fatto che Petrachi e Ventura siano tornati a frequentarsi con continuità attorno al Filadelfia alimenta inevitabilmente le voci. E nel Toro che cerca nuovamente una direzione forte e una propria identità, l’idea di riportare “il vecchio tandem” dentro la società sembra molto più di una semplice suggestione.