La cura Roberto D’Aversa ha restituito carattere e convinzione a un Torino che sembrava smarrito, ma c’è ancora un problema che continua a trascinarsi senza soluzione: la fragilità difensiva. I granata hanno ritrovato entusiasmo davanti al proprio pubblico, hanno rialzato la testa dopo settimane difficili e ritrovato continuità offensiva con il risveglio del Cholito Simeone, ma dietro le incertezze non sono mai davvero sparite.
Anche in Sardegna il Toro ha pagato caro ogni sbavatura, tornando a casa con altri due gol al passivo. Da quando D’Aversa siede sulla panchina granata, la squadra ha subito 14 reti in 11 incontri. Un rendimento meno drammatico rispetto a quello dell’era Marco Baroni, ma ancora lontano dagli standard necessari per una squadra che vuole chiudere il campionato con dignità.
E proprio nel momento meno opportuno, alla vigilia del derby con la Juve, la situazione nel reparto arretrato si è ulteriormente complicata. Guillermo Maripán, già diffidato, ha rimediato un giallo entrando a gara in corso contro il Cagliari: squalifica inevitabile e stagione finita con una giornata d’anticipo. Da monitorare anche Luca Marianucci, rientrato dalla trasferta con qualche fastidio fisico, mentre Ardian Ismajli continua il proprio percorso di recupero dopo lo stop muscolare che lo tiene fuori ormai da fine aprile.
Dentro lo staff medico, però, resta viva la speranza di riuscire a recuperare l’ex Empoli proprio per la stracittadina. Il derby era stato individuato da tempo come possibile data per il rientro e l’emergenza attuale rende la sua presenza ancora più preziosa.
Nel frattempo cresce l’attesa attorno all’Olimpico Grande Torino, sempre più vicino al tutto esaurito. Il club ha chiesto ai tifosi di vestirsi di granata per spingere la squadra nell’ultima notte che può ancora regalare un’emozione a una stagione piena di rimpianti.