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Cairo, silenzio anche sui social: cosa sta succedendo davvero?

Il 4 maggio non è mai un giorno come gli altri per il mondo granata. La commemorazione della Tragedia di Superga rappresenta da sempre un momento di unione, memoria e identità collettiva. Eppure, anche quest’anno, l’assenza del presidente Urbano Cairo non è passata inosservata.

Per il secondo anno consecutivo, infatti, Cairo non ha preso parte alla cerimonia sulla collina di Superga, lasciando squadra, tifosi e istituzioni a vivere da soli uno dei momenti più simbolici della stagione. Un’assenza che pesa, soprattutto per il valore che questa ricorrenza ha nella storia del Torino.

A colpire, però, è stato anche il silenzio totale sul fronte comunicativo. Nessun messaggio, nessuna storia, nessun segnale sui profili social personali del presidente, neppure su Instagram, dove in passato non erano mancati contenuti istituzionali o commemorativi. Una mancanza che, in un’epoca in cui la comunicazione passa anche (e soprattutto) da lì, assume un significato ancora più evidente.

Il contesto in cui arriva questo silenzio è tutt’altro che semplice. Dopo oltre vent’anni alla guida del club, il rapporto tra Cairo e una parte consistente della tifoseria appare ormai logorato. Le contestazioni, mai del tutto sopite, si sono intensificate nelle ultime stagioni, alimentate da risultati altalenanti e da una distanza percepita sempre più ampia tra proprietà e ambiente granata.

In questo scenario, l’assenza a Superga e il mancato ricordo pubblico del Grande Torino sembrano andare oltre una semplice scelta personale. Diventano, piuttosto, il simbolo di un momento delicato, in cui il legame tra presidenza e “popolo granata” appare più fragile che mai.

Un silenzio che fa rumore, e che inevitabilmente alimenta interrogativi sul presente e sul futuro del club.

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