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Tanti auguri a Bruno Pizzul! La storica voce del calcio italiano compie 83 anni.

Il mitico telecronista Rai si racconta alla Gazzetta dello Sport: “Iniziai in ritardo di 15 minuti la mia prima telecronaca per colpa di Beppe Viola…”

Il quotidiano sportivo milanese celebra gli 83 anni di Bruno Pizzul, indimenticabile voce del giornalismo italiano. Telecronista Rai della Nazionale azzurra in ben cinque mondiali e quattro europei, Pizzul ha raccontato le gesta di immensi campioni del pallone per oltre un trentennio, dando vita a una vera e propria rivoluzione nel linguaggio sportivo. Prima di entrare in Rai nel 1969 grazie ad un concorso per i giovani laureati del Friuli Venezia Giulia, Bruno ebbe una promettente quanto sfortunata carriera da centromediano, iniziata nella Pro Gorizia, proseguita nel Catania, passando per l’Ischia e l’Udinese prima di concludersi prematuramente a causa di un grave infortunio al ginocchio. Ha sempre tifato per la squadra della sua città, ma da ragazzino si innamorò del Grande Torino, come gran parte degli appassionati di sport degli anni ’40.

Bruno Pizzul, 83 anni oggi.

In un’intervista alla Gazzetta dello Sport “The Voice” di oggi, Pizzul ha raccontato che iniziò la sua prima telecronaca con ben sedici minuti di ritardo. Era l’8 Aprile 1970 e a Como andava in scena uno spareggio di coppa Italia fra Juventus e Bologna. Per fortuna la partita fu trasmessa in differita e il cronista riuscì a coprire quel buco di audio. Il motivo di quel ritardo? “Fu quello straordinario e pericolosissimo personaggio di Beppe Viola – anch’egli giornalista e telecronista sportivo fra i più noti del secondo dopoguerra – che quel giorno insistette per accompagnarmi con la sua macchina da Milano. Pensavamo di metterci solo mezz’ora e invece incontrammo una fiumana juventina nella Brianza diretta come noi a Como“.

Un’icona del calcio elegante e garbato di un tempo, amato e ricordato da ogni italiano appassionato di calcio e di sport. Auguri Bruno!

Non sarebbe male, per esempio, se comprendessimo tutti che il tifo non può essere, come accade da noi, soprattutto un tifo contro. Il tifo deve essere espressione gioiosa di appoggio ai propri colori ma al tempo stesso di rispetto e tolleranza verso gli altri“. B.Pizzul

di Filippo Cappelli

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