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Squillo Bremer

I granata, trascinati dal gol del difensore brasiliano, tornano alla vittoria, la prima con Nicola in panchina. Tre punti fondamentali verso la salvezza, che suonano come una sentenza per Di Francesco.

di Filippo Cappelli

Nel segno di Bremer. Il Toro vince una gara estremamente importante in ottica salvezza. Ora la svolta-Nicola inizia a dare i suoi frutti: sette punti in cinque partite, zero gol subiti nelle ultime due partite, grazie a una ritrovata solidità difensiva. Dalla testuggine in campo a quella liberatoria dopo il triplice fischio: tutti in cerchio attorno al solo e unico condottiero granata.

Primo tempo: i sardi premono, il Toro non è mai pericoloso.

Orfano di Murru, Buongiorno e Linetty, mister Nicola conferma la formazione vista contro il Genoa, puntando ancora sulla coppia Zaza-Belotti. Il Cagliari, che non vince da quindici partite, si affida a Nainggolan e Joao Pedro alle spalle di Simeone. Sono i sardi a partire meglio, prendendo in mano le redini del gioco e facendosi spazio fra le maglie della difesa granata. Fin dai primi minuti le due compagini si danno battaglia in mezzo al campo: il secondo, vistoso, intervento falloso di Lukic in mezzo al campo viene punito con il cartellino giallo.

Il Toro chiude la sua corazza a difesa di Sirigu, scagliando invano diversi palloni alti verso Zaza e Belotti: nei primi quarantacinque minuti sono nulle le occasioni da gol degli ospiti, che si limitano a chiudere in corner ogni avanzata dei rossoblù. Cragno è spettatore non pagante anche sulle uniche due punizioni dalla trequarti, non sfruttate da Belotti prima e da Ansaldi poi. Prima del duplice fischio Joao Pedro mastica il pallone in mezzo all’area; sull’ultimo calcio d’angolo Simeone viene chiuso in extremis nella mischia davanti a Sirigu.

La ripresa: Toro più arrembante, Bremer svetta su calcio d’angolo e fa felice Nicola

Nel secondo tempo lo spartito sembra non cambiare: i padroni di casa premono per sbloccare la gara, il Torino prova a ripartire in contropiede. Da una palla persa di Belotti però nascono nuove insidie per Sirigu. Nainggolan sgroppa fino al limite dell’area e serve Simeone sulla destra. L’argentino, già sei volte in gol contro i granata, spara alto da buona posizione. Pochi minuti più tardi è la volta di Joao Pedro, che spizza di testa un pallone sui sedici metri: Sirigu è attento e smanaccia sopra la traversa. Il Torino a questo punto accende l’interruttore e fa capolino dalle parti di Cragno. Al 68′ su una buona triangolazione Zaza ha sul sinistro il pallone dell’1-0, ma perde l’attimo e conclude rasoterra senza centrare lo specchio della porta. Al 76′ i granata mettono la freccia, indirizzando clamorosamente il match a loro favore. Su calcio d’angolo di Ansaldi dalla destra, salta più in alto di tutti Gleison Bremer, che purga un immobile Cragno. E’ il quarto centro in campionato del difensore brasiliano, secondo miglior marcatore della rosa di Nicola.

Di Francesco ricorre ai cambi, richiamando in panchina Simeone (apparso troppo impreciso stasera). Al suo posto Cerri. Nicola risponde inserendo Bonazzoli e Baselli per Zaza e Lukic, entrambi ancora in ombra. E il Toro sfiora due volte il gol del raddoppio, evitato solo da uno strepitoso Cragno, che tiene a galla i suoi con due parate dal coefficiente di difficoltà elevatissimo. Prima sul tiro di Belotti, servito in contropiede da Singo, poi sulla cannonata di Rincon da pochi metri dalla linea di porta. Miracoli che per fortuna del Toro servono solo a ritardare la festa. Orsato fischia tre volte e la gioia dei granata può finalmente esplodere. Terza vittoria in campionato, porta inviolata, tanta fiducia e consapevolezza. A +5 dal Cagliari (che sta per esonerare Di Francesco), la rincorsa allo Spezia è appena iniziata. Ora è vietato distogliere lo sguardo dall’obiettivo: Nicola è solo a metà strada.

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