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Samir Ujkani si racconta: “Io scappato dalla guerra che mi ha tolto tutto. Giocare per il Kosovo era il mio sogno”

Il portiere del Toro numero 1 della nazionale kosovara si racconta al quotidiano spagnolo Marca: “La guerra ci ha portato via tutto. Quando è nato il Kosovo ho subito cambiato Nazionale”.

Un’infanzia straziante riscattata da un presente finalmente felice, a difendere con orgoglio la porta della propria Nazionale. Samir Ujkani, terzo portiere del Torino ma titolare nel Kosovo, ha riavvolto il nastro della sua vita, raccontando come il durissimo periodo della guerra civile nei Balcani abbia stravolto la sua esistenza e quella della sua famiglia: “Ho perso due zii e le loro mogli, la moglie di mia cugina con sua figlia. Tutte le case della mia famiglia nel paese sono state rase al suolo, bruciate, e abbiamo dovuto ricominciare da zero. Mio padre ha potuto portarci in Belgio, un paese a cui devo molto. Eravamo persone senza casa, senza lavoro, come tanti altri kosovari in Europa, e ci hanno aiutato molto“.

Foto LaPresse – Tano Pecoraro 22 09 2019 Genova – (Italia) Sport Calcio Sampdoria vs Torino Campionato di Calcio Serie A TIM 2019/2020 – Stadio “Luigi Ferraris” nella foto: ujkani samir Photo LaPresse – Tano Pecoraro 22 September 2019 City Genova – (Italy) Sport Soccer Sampdoria vs Torino Italian Football Championship League A TIM 2019/2020 – “Luigi Ferraris” Stadium in the pic: ujkani samir

Ujkani: “Ho giocato 20 partite nell’Albania, ma giocare per il mio paese era il mio sogno”

Il portiere kosovaro ha poi proseguito, raccontando come da giovane avesse scelto di giocare per l’Albania dal momento che il Kosovo ancora non esisteva: “Sono cresciuto in Belgio e potevo scegliere di giocare sia per la nazionale belga che per quella albanese. Ho scelto di giocare per l’Albania perché la mia famiglia è albanese-kosovara e il Kosovo non esisteva. Ho giocato 20 partite in totale con l’Albania. Ma per me giocare per il mio paese era un sogno, quindi quando il Kosovo è stato riconosciuto come un paese ho subito seguito le procedure per cambiare la mia squadra. Sono stato il primo a farlo anche se solo per giocare delle amichevoli“.

Per Samir difendere i pali della propria Nazione è motivo di grande orgoglio, un modo per riscattare l’immagine di un intero popolo: “Voglio contribuire all’immagine positiva del Kosovo e della sua gente. Siamo brave persone. E il calcio può aiutarci a dimostrarlo”. Una bellissima storia di come lo sport possa riportare il sorriso sul volto di un popolo intero. E stasera c’è la sfida alla Spagna: “Ci vuole un miracolo, perché è senza dubbio la favorita. Il nostro obiettivo è arrivare più in alto possibile. Questa è la nostra mentalità. Siamo una squadra che nasce con poca esperienza, ma pian piano i nostri giocatori sono sempre più in squadre e campionati migliori. Il nostro livello è lottare con la Grecia, non con la Spagna. Ma ogni partita è diversa. Vogliamo divertirci“.

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