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Nicola:” Vogliamo sempre vincere, ma dobbiamo apprezzare anche i piccoli passi avanti”

Un altro pari in rimonta: la soddisfa per il carattere che ha mostrato la squadra? L’altra faccia della medaglia: in 11 contro 9 il Toro doveva fare di più?

Buonasera, prima di tutto c’è da dire che nel secondo tempo non si è più giocato, e il gioco spezzettato ci ha impedito di imporre il ritmo che volevamo. E’ chiaro che noi vogliamo sempre vincere, ma bisogna essere obiettivi nel fare un’analisi. E’ una squadra che sta cercando di assumere una nuova identità, con la consapevolezza di poter fare la partita e ho visto impegno da parte dei ragazzi. Non siamo soddisfatti per tutto quello che è accaduto, ma è un lungo percorso. Quando si lotta per la salvezza ci sono componenti altre, la testa non va di pari passo con il fisico, si fanno errori di frenesia, ma a me gli errori non interessano. Mi interessa un’altra prestazione e un’altra reazione: le occasioni create sono sette contro tre”.

La Fiorentina vi ha messo in difficoltà anche in inferiorità numerica. In cosa deve migliorare il Toro?

Non ci ha messo in difficoltà molte volte, le occasioni create dalla Fiorentina sono solo tre e hanno già preso un percorso deciso da più tempo con il loro allenatore. Noi dobbiamo migliorare nei tempi, nella capacità di gestire le emozioni, nella consapevolezza che possiamo fare di più. Non possiamo fare miracoli in così poco tempo ma siamo sulla buona strada“.

Un inizio però un po’ passivo da parte del Toro. Nella prima mezz’ora Ribery creava superiorità numerica in mezzo al campo e eravate costretti a stare bassi. Non riuscivate ad accorciare con i difensori.

E’ vero, ma c’è da considerare che eravamo abituati a difendere in maniera diversa. Si occupavano prima di un reparto, di uno spazio e quindi con la linea a tre sei più aggressivo con i braccetti di difesa. In alcune circostanze quando creavano superiorità numerica sul centrodestra, dovevamo essere più coraggiosi e uscire fra le linee a prenderli. Ma queste sono cose su cui si può lavorare

Che cosa hai visto nella coppia Zaza-Belotti?

Sono stati due attaccanti al servizio della squadra. Belotti, che era ormai descritto più come un assist-man, è tornato al suo mestiere principale, che è quello di fare gol. Zaza si è creato delle occasioni e ha cercato di dialogare con Belotti. H avuto l’occasione sulla traversa nel primo tempo, ma ha giocato soprattutto con veli e triangolazioni. Ci sono state buone trame là davanti. Noi vogliamo e dobbiamo migliorare“.

Tu hai usato la metafora della famiglia. Sarai un papà severo o permissivo?

“Io guido i ragazzi secondo i valori giusti per la storia di questo club e per me. Ci diamo delle piccole regole che ci servono per creare un gruppo e essere uniti verso un unico obiettivo. Dobbiamo essere bravi a accettare anche i piccoli passi avanti. Lottare per salvarsi è una cosa completamente diversa. Abbiamo recuperato due volte in due partite consecutive con più occasioni degli avversari. A me piace costruire, dedicarmi al lavoro e ottenere risultati con il lavoro“.

Cos’hanno di speciale Sanabria e Mandragora, visto che li hai allenati entrambe. Come li giudichi?

Inizierò a parlare del mercato dopo la chiusura. Ci saranno modi e tempi per spiegare le scelte fatte. Io ritengo che questa squadra sia da completare con i giusti innesti. Il gruppo ha qualità e con la giusta alchimia possiamo raggiungere il nostro obiettivo.

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