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Con il pareggio a reti bianche contro lo Spezia, in dieci per tutta la partita, il Torino tocca il fondo. Mai così male nella storia del club. La solita disperata reazione negli ultimi minuti porta solo al palo di Ansaldi. Giampaolo trema.

di Filippo Cappelli

Per questo Torino non c’è fine al peggio. Una prestazione deprimente come quella di stasera è difficile persino da immaginare su un campo di calcio. Ai record negativi frantumati da questa squadra (la peggiore della storia granata in Serie A, dicono i numeri), si aggiunge oggi quello più avvilente: al Toro (o almeno a quel che ne resta) non era mai accaduto di chiudere il girone d’andata senza neanche una vittoria in casa. Risultati ottenuti da un gruppo squadra che vanta il settimo monte ingaggi della Serie A e da un allenatore incapace di trasmettere la sua idea di calcio. Giampaolo non vuole alibi e sa che nel biennio rosso granata c’è anche il suo zampino. Con un bottino impietoso di 13 punti in 18 partite, solo l’emergenza economica nell’anno del covid ha salvato il tecnico dall’esonero. Diciotto mesi fa al Milan bastarono sette giornate per liberarsi del Maestro: a Cairo quante ne serviranno ancora?

La cronaca del match: il primo tempo è un film horror

La partita contro lo Spezia si apre con un evento che sorride ai granata: dopo soli sette minuti Vignali entra a gamba tesa su Murru e viene espulso dall’arbitro Fabbri dopo una consulta del VAR. Nonostante l’inferiorità numerica praticamente per tutto il match, gli ospiti si rendono ben più pericolosi di Belotti e soci, salvati in più di un’occasione da Salvatore Sirigu (il migliore dei suoi e l’unico a meritarsi la sufficienza in pagella). Alla mezzora il portierone sardo chiude la porta nella stessa azione sia a Gyasi (l’ex di turno) che al centravanti Piccoli, che conclude con violenza sulla ribattuta. Mister Italiano telecomanda i suoi dalla panchina, mostrando grandi abilità di lettura del match: dopo venti minuti rinuncia ad una punta chiamando fuori dal campo Diego Farias e inserisce il centrocampista Estevez, che ristabilisce la parità numerica sulla linea mediana.

Izzo a contrasto con Chabot. Singo controlla il pallone

Il giro palla del Torino è come sempre sterile, per forza di cose inefficace, a tratti estenuante, fatto di inutili scambi orizzontali fra i centrali difensivi. Segre si impegna ma corre a vuoto per gran parte del match, Linetty è l’ombra del buon giocatore visto a Genova: la sua prova è largamente deludente.

La ripresa: il copione non cambia e i liguri vanno vicini al vantaggio

Il primo tempo si conclude con zero tiri in porta a referto per i granata, come spesso ormai accade a questa squadra. Giampaolo aumenta il peso offensivo e fa entrare Zaza e Lyanco per Izzo e e Buongiorno, nella speranza di aumentare la densità in area. Ma lo spartito della gara non cambia e i padroni di casa si affacciano dalle parti di Provedel solo con Verdi all’undicesimo della ripresa. Il suo tiro da centro area è deviato in corner da un tocco del difensore. Dieci minuti più tardi, con un bell’inserimento in area, Marchizza conclude di potenza da buonissima posizione: Bremer è bravo a ostacolarlo fino all’ultimo e il terzino di proprietà del Sassuolo spara alto per la disperazione di Italiano.

Negli ultimi venti minuti entrano anche Ansaldi e Gojak, gli unici insieme a Belotti encomiabili dal punto di vista dell’impegno, ma purtroppo anche molto sfortunati. L’argentino a due minuti dal triplice fischio centra il palo dopo un dribbling dei suoi sulla sinistra dell’area di rigore; il numero 10 invece si spreme sulla trequarti e nella mischia dei minuti finali, ma senza risultato. Il triplice fischio di Fabbri sancisce la fine dei giochi: Toro e Spezia si spartiscono la quota, ma ai granata serviva ben altro di un inutile punto.

Toro: è un tracollo da Serie B. I cambi in panchina non hanno risolto il trend

Lo Spezia torna in Liguria con un punto che sa di vittoria, dopo aver retto in dieci contro undici; a Torino soffia la bufera e i tifosi si aspettano almeno un cambio in panchina per invertire la rotta. La partita di oggi è stata indifendibile e vergognosa per una società dal passato glorioso come il Toro. Troppi giocatori svogliati, ai margini da un progetto che è difficile da intravedere: nell’ultimo anno sono cambiati tre allenatori e altrettanti direttori sportivi, ma la caduta libera dei granata non accenna a fermarsi. E se l’allenatore dice anche che “si vedono i miglioramenti”…

in foto: Marco Giampaolo sconsolato dopo l’ennesima brutta prestazione del suo Torino

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