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Duri a morire

I granata vanno sotto 3-0 dopo venti minuti e vedono il baratro. Belotti e Bremer mantengono vive le speranze e Bonazzoli trova il pari con una zuccata vincente. La grinta di Nicola ha cambiato il volto alla squadra, ora i tre punti.

di Filippo Cappelli

Il Torino si è ormai cucito addosso i dettami del suo nuovo allenatore e rimonta la terza partita consecutiva, dopo quelle contro Benevento e Fiorentina. Quella di oggi era una montagna già difficilissima da scalare, diventata apparentemente insormontabile dopo soli 23’ minuti di gioco (quando il tabellino segnava tre reti a zero), eppure Belotti e compagni sono risorti dalle ceneri ancora una volta.

Primo tempo: Sirigu, Nkoulou e Bremer fanno a gara a chi la combina più grossa.

Solito 3-5-2, ma con Nkoulou e Murru preferiti a Lyanco e Ansaldi, prima in maglia granata per Mandragora, Zaza affianca Belotti. Il Toro approccia bene il match, rendendosi pericoloso all’8’con una girata di Zaza di poco a lato. Al quarto d’ora però il gol di Ilicic manda all’aria lo schema tattico di Nicola. Lo sloveno, perso da Bremer, viene servito in profondità sulla destra, sbuccia il pallone con il destro e supera Sirigu, protagonista di un’uscita a dir poco goffa.

Ilicic esulta per il gol del vantaggio della Dea (Sky Sport)

Cinque minuti dopo la Dea raddoppia, quando lo stesso portiere granata spinge in rete un cross senza pretese di Gosens (dimenticato da Nkoulou). Serve un reset, ma i guai arrivano da ogni dove: al 21’ Muriel cala il tris su dormita di Izzo, ribattendo in gol un suo stesso tiro sventato malamente da Sirigu. Sul 3-0 la partita sembra in cassaforte e il Toro per poco non becca il poker.

Al 41’ Belotti viene braccato in area da Palomino e l’arbitro Forneau indica il dischetto. Il capitano granata prima si fa parare il rigore da Gollini, poi spacca la porta di sinistro, trovando l’undicesimo gol in stagione. Due minuti dopo, nella mischia in area atalantina, Bremer riscatta gli errori in difesa ribattendo a rete, dopo una traversa rocambolesca colpita da Mandragora.

La ripresa: questo Toro non muore mai.

Nel secondo tempo Nicola striglia i suoi ricorrendo a tutte le risorse possibili dalla panchina: entrano in sequenza Ansaldi, Baselli, Verdi, Gojak e Bonazzoli e le occasioni fioccano. Servito in area da Belotti, Zaza viene murato da Toloi, al 76’ Zapata spara alto l’assist al bacio di Mirančuk, alla traversa di Singo al 70’ risponde il palo dello stesso fantasista russo sei minuti più tardi.

La pressione del Toro culmina nel gol di Bonazzoli, dato per partente sicuro a gennaio, che invece entra e inzucca di testa una bella punizione di Verdi dalla sinistra, al minuto 86’. Lo stesso Verdi ha la palla dei tre punti, ma la sua punizione a tempo scaduto si infrange sulla barriera.

Bonazzoli esulta per il gol, festeggiato da Belotti e Baselli. E’ il 3-3 granata (Sky Sport)

Il Toro è vivo e resta ancorato al gruppo salvezza, dimostrando grande grinta anche sotto di tre gol. Buona prova di Mandragora in cabina di regia, nonostante un calo vistoso nella ripresa. Rincon gioca una delle sue migliori partite dell’anno e il recupero di Baselli sarà vitale per il gioco dei granata. L’uomo copertina? Il gruppo, come vuole Nicola.

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