Disfatta epocale: così Nicola si è giocato la riconferma. E la salvezza sembra lontanissima.

Il disastro/La sconfitta contro il Milan annienta le possibilità di vedere il tecnico di Vigone alla guida del Toro anche l’anno prossimo. E con una mentalità del genere è a rischio perfino la salvezza.

Che il Milan fosse decisamente di un altro livello, sia calcistico che mentale, era chiaro ben prima di ieri sera. Con la mente già al match salvezza contro lo Spezia di sabato, Nicola ha pensato si rinunciare a sei titolari, confidando che le seconde linee avrebbero almeno portato a termine una partita decorosa. E invece…90′ di pura follia hanno visto i granata raccattare il pallone in fondo alla rete per sette volte, subendo una disfatta su tutti i fronti così fragorosa da eguagliare quella di poco più di un anno fa, subita, sempre in casa, dall’Atalanta. Una supremazia rossonera a dir poco imbarazzante sul piano fisico, tecnico, delle idee di gioco e di finalizzazione, ha sbeffeggiato un Torino indecoroso. Chi si attendeva la partita del riscatto di calciatori come Lyanco, Linetty, Ricardo Rodriguez e Singo, ha visto crollare tutte le aspettative dinanzi a un tracollo difficile da spiegare e che fa riflettere sul vero valore di questa rosa.

Davide Nicola, allenatore del Torino (Sky Sport)

La scelta di Davide Nicola di far riposare sei undicesimi della squadra capace di fare ventuno dei 35 punti totali nel girone di ritorno ha inciso sul risultato e una debacle del genere rende pressoché nulle le possibilità di vedere il tecnico di Vigone sulla panchina granata anche la prossima stagione. E ora, a tre giornate dalla fine dei giochi, con due scontri diretti tutt’altro che semplici, contro Spezia e Benevento, anche la salvezza torna in discussione: dopo il 7-0 contro l’Atalanta il Torino perse cinque gare di fila, un filotto che rischia di ripetersi un anno e mezzo dopo e che segnerebbe una vergognosa retrocessione in serie B.

Andrea Belotti, capitano del Torino (foto: Sky Sport)
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