Iago Falque: “Fisicamente sto bene, speravo di finire la carriera al Toro”

L’intervista dello spagnolo a Tuttosport a pochi giorni dalla rescissione del contratto con il Torino.

Non sono stati giorni semplici per Iago Falque, dopo che il 31 di agosto il giocatore ha deciso di rescindere il contratto che lo legava al Torino fino a giugno del 2022. Lo spagnolo ex Genoa e Roma ha parlato a Tuttosport della fine dell’esperienza in granata, con il rimpianto di non aver potuto chiudere la carriera all’ombra della Mole: “Mi spiace infinitamente dover andar via da Torino e, credetemi, non è un modo di dire: la città è splendida, io e la mia futura sposa Carolina abbiamo deciso di comprare casa qui in centro, siamo innamorati di Torino. La mia idea – ha detto Iago – quello che volevo e speravo, era di avere la possibilità di terminare la carriera qui, vestendo il granata. Il fatto di aver avuto, nelle giovanili, un’esperienza nell’altra squadra di questa città non mi ha minimamente penalizzato”. 

SUI TIFOSI – Iago Falque non ha mancato di sottolineare l’ondata di affetto che ha ricevuto dalla tifoseria granata, sia durante che alla fine della sua esperienza al Torino: “Nella mia carriera ho girato molte piazze, ho vestito le maglie di diversi club e, nel calcio moderno, i trasferimenti da una squadra all’altra di una stessa città non sono più merce rara come erano una volta. I tifosi del Toro mi hanno voluto bene, mi hanno incoraggiato, tifato, difeso. E continuano ancora adesso che non sono più un tesserato della loro squadra. Sono stati e sono fantastici: mi fermano per strada e continuano, ancora oggi, a dirmi “Resta, per favore”… Credo di aver lavorato duro per conquistarmi questo rispetto, sono convinto di essermelo meritato”.

LA SFORTUNA – Quando sono arrivato a Torino e al Torino tutto è andato subito bene, alla grande, e così dopo due anni ho firmato il rinnovo: io e il Toro abbiano rinunciato a offerte importanti, abbiamo voluto continuare la strada insieme per crescere ancora. Poi, purtroppo, nei primi sei mesi del quarto anno ho avuto sfiga, un colpo di sfortuna. Nell’anno che poteva essere quello della consacrazione, quello dell’Europa League, quello in cui mi era stata data la maglia numero 10, quella di Capitan Valentino Mazzola, mi hanno fratturato una caviglia nei preliminari di Coppa. Sono tornato dall’infortunio, ma nei due mesi seguenti non ho giocato tanto. Ho quindi dovuto fermarmi nuovamente per un altro guaio fisico e a gennaio hanno deciso che non rientravo più nei piani della società e non facevo più parte del progetto: avevano intenzione di affidarsi ad altri”.